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BloggoMattinata soleggiata nonostante sia pieno inverno, quella di oggi.
Quale idea migliore, se non quella di fare una bella passeggiata rilassante in giro per le vie del mio paese?
Proprio nella piazza centrale, una modesta libreria, sempre ben fornita, tenta i malati di letteratura come me con una vetrina esterna, nella quale vengono esposti gli ultimi arrivi o i best seller.
Tra i vari titoli più o meno invitanti, noto la versione della Newton Compton Editori (trovate qui tutti gli altri titoli della collana) di Dracula, di Stoker. Libro che da sempre mi ha attirata ma che non avevo mai avuto la necessità di comprare. La collana dal prezzo stracciato (solo 3,90€), mi ha obbligata all’acquisto.

Entrando in libreria, noto una copertina particolare.
Poche parole, mistero sul titolo e sull’autore. Noto che ci sono molti libri con questo tipo di copertina, tutti diversi, ognuno con parole e descrizione diverse. Sul retro del “pacchetto”, si nota un commento, di lettori o di giornali particolari.
La linea “Appuntamento al buio con un Libro” della Sperling e Kupfer è davvero splendida (qui per ulteriorio informazioni). L’idea di comprare un libro senza sapere cosa si sta in realtà acquistando è davvero elettrizzante, mi ha incurisita e alla fine ho ceduto anch’io al fascino di del mistero (visto anche il costo relativamente contenuto, 10€).

Non vi mostrerò la foto del libro che ho trovato all’interno per non togliervi la suspance, fortunatamente niente Nickolas Spark o Pablo Coelho, andate sul sicuro, comunque ci risentiamo presto con le due prossime recensioni.

Tirando le somme, entro in una libreria per spendere 3,90 e alla fine ne spendo 13,90. Maledetta me!

RECENSIONE SMITH AND WESSON – BARICCO

Ho letto quasi tutti i libri di questo scrittore, mi manca giusto qualche saggio, e apprezzo davvero molto il suo stile narrativo, la sintassi spezzata e disordinata, la sua capacità di dare sempre il ritmo voluto alle scene utilizzando sempre le giuste parole e la giusta punteggiatura.

Detto questo, devo dire che la lettura di quest’ultima storia mi ha lasciata un po’ insoddisfatta.
Nonostante le “basi” dello stile di Baricco siano sempre presenti e ci siano alcuni spunti narrativi davvero splendidi -li citerò meglio nel dettaglio in seguito – non ho ritrovato quella profonda sensazione di pace e di vuoto insieme che altre sue storie mi hanno spesso regalato una volta chiusa la copertina.

Il mio voto è un 6.

PER CHI NON AVESSE ANCORA LETTO IL LIBRO O NON VUOLE COMUNQUE SPOILER DI ALCUN TIPO, CONSIGLIO DI CONCLUDERE QUI LA LETTURA.

Dopo aver avvisato i lettori che questa parte di commento sarà davvero ricca di spoiler, entriamo davvero nel vivo della “recensione”.
Il libro si apre con questi due uomini davvero diversi caratterialmente. Uno alla ricerca di un’identità che non riesce a trovare, l’altro con troppe idee che non riesce ad attuare davvero e con lo strano hobby di realizzare previsioni meteorologiche attraverso la statistica, il tutto contestualizzato nel 1902, circondati dalle cascate del Niagara.
Il tutto è descritto come se fosse una rappresentazione teatrale.
Benissimo. Da uno scrittore come Baricco mi aspetto questo, personaggi originali, tempi originali e storie originali.
All’improvviso, il personaggio di Rachel dona nuova luce, speranza e colore alla trama. La rende vispa, gioiosa, e quel suo strano progetto di un “tuffo nella vita” ha un che di leggero e poetico.
La velocissima ed efficace seconda parte di lettura permette di divorare le pagine una dopo l’altra con la lucida capacità di comprendere tutto e la voglia, l’ansia di sapere come andrà a finire la stoira. La lunga notte prima del “salto”, l’espediente narrativo dell’elenco del 21 giugno fino a quello del momento tanto atteso è un altro espediente che mi è molto piaciuto, ma… la domanda è perchè rendere il tutto così fallimentare?
Probabilmente sono io che non amo i libri senza lieto fine, ma tutta quella passione per la vita non può spegnersi così semplicemente fra la concitazione del momento, senza una lacrima, senza un vero lascito da parte del personaggio. Sembrava davvero di essere lì, fra la folla, ad osservare un corpo raccolto dal fiume, sembrava di poter sentire i vani tentativi di riportare indietro quella giovane vita appena sfuggita dalle labbra della ragazza, ma noi, lettori, non eravamo semplici spettatori paganti in attesa di uno spettacolo – possibilmente macabro – da osservare. Noi eravamo lì, abbiamo vissuto l’ansia e la voglia di riscatto di tutti e tre i personaggi. Anche e soprattutto quella di Rachel.
Perchè l’unica scintilla di passione e forza dell’intero libro si è spenta così sotto i nostri occhi senza permetterci di vederla realizzare il sogno da lei tanto preteso? Perchè non lasciarci almeno una speranza di riscatto?

Da lì in poi, dalla morte di Rachel vista dagli occhi della signora Higgins, personaggio nominato sin dall’inizio del libro che però non vediamo mai davvero e non sentiamo mai parlare se non proprio in questo istante, quasi come fosse una voce fuori campo o un narratore, da quel momento la storia diventa un semplice, breve spaccato sulla vita di Jerry e Tom, vivono per lei, scrivono per lei, fanno ciò che lei avrebbe fatto… bellissimo. Scontato. Non era il finale che avrei voluto, l’analogia con i fucili sempre marcata e costante che alla fine si realizza in degli spari a dei peluche… No. Non era quello che mi aspettavo e nemmeno quello che avrei voluto.

Probabilmente si, per dare un senso al tutto, Rachel sarebbe comunque dovuta morire, ma non così, non nel silenzio della concitazione sulla carta. Non fra le parole di un personaggio semisconosciuto. Non senza che nessuno ne piangesse la perdita.

Questo è ciò che penso, siete liberi di commentare e darmi il vostro parere e il vostro punto di vista.
Alla prossima lettura!

Smith&Wesson – A. Baricco, prime impressioni.

Buongiorno lettori.
Iniziamo un nuovo piccolo esperimento che non so bene se porterà da qualche parte o se si esaurirà nel giro di qualche mese per mancanza di tempo o di riscontro: provo a dire la mia su libri di grandi scrittori.
Premesso che non sto parlando di recensioni, quelle le lascio fare agli esperti, mi limito a dire la mia, le sensazioni e le emozioni che determinate letture mi provocano.

Da oggi iniziamo un viaggio fra le pagine dell’ultimo libro di Baricco. L’autore di grandi letture quali Oceano Mare, Seta e il più recente Mr Gwyn, ci regala una nuova storia dal titolo Smith&Wesson.
Smith&WessonGiusto per dare un po’ di contesto.
Il libro mi è stato regalato dal mio ragazzo, teoricamente per Natale, in pratica non posso aspettare oltre per leggerlo. La copertina ha il classico stile semplice e accattivante che caratterizza tutte le storie di Baricco, ed in particolare il profumo di “libro nuovo”, in questa copia da me ricevuta, è particolarmente intenso e piacevole.

Amo, poi, la grammatura e la ruvidezza delle pagine, sono piene, spesse e robuste. Davvero piacevoli al tatto.
Da un primo e semplice sfogliare delle pagine noto una struttura narrativa ed uno stile di scrittura un po’ particolare, ma non mi esprimo di aver cominciato a leggere.

Per adesso, sono molto incuriosita ed entusiasta. La trama sembra davvero interessante e ve la incollo qui sotto.
Queste sono le mie prime impressioni. Adesso corro a leggerlo. A presto con altri aggiornamenti a riguardo.

Tom Smith e Jerry Wesson si incontrano davanti alle cascate del Niagara nel 1902. Nei loro nomi e nei loro cognomi c’è il destino di un’impresa da vivere. E l’impresa arriva insieme a Rachel, una giovanissima giornalista che vuole una storia memorabile, e che, quella storia, sa di poterla scrivere. Ha bisogno di una prodezza da raccontare, e prima di raccontarla è pronta a viverla. Per questo ci vogliono Smith e Wesson, la coppia più sgangherata di truffatori e di falliti che Rachel può legare al suo carro di immaginazione e di avventura. Ci vuole anche una botte, una botte per la birra, in cui entrare e poi farsi trascinare dalla corrente. Nessuno lo ha mai fatto. Nessuno è sceso giù dalle cascate del Niagara dentro una botte di birra. È il 21 giugno 1902. Nessuno potrà mai più dimenticare il nome di Rachel Green? E sarà veramente lei a raccontarla quella storia?