Terza.

Quegli occhi che mi trapassano l’anima come se fossero lame d’acciaio ed entrano dentro il mio corpo squarciandolo ad ogni ricordo.  Ah! Amore mio! Perché è questo il destino che ci è stato affidato? Perché è questa la fine che tante emozioni, che tanta energia, che tanta passione è costretta a vivere? Perché non trasformiamo l’energia di questi sguardi in parole  – e dunque in azione -, perchè non prendi ciò che senti e me lo spiaccichi in faccia come fanno i clown con le torte agli altri clown. Potremmo riderne insieme sai? O potremmo piangerne, se volessi, potremmo arrabbiarci ed indignarci e pungerci a vicenda come api o zittirci a vicenda mettendo le nostre labbra l’una sull’altra o voltandoci le spalle e correre per vie diverse e parallele ed intangibili.

Amore ti chiedo solo di leggermi come fai con un libro o come faccio io con te. Ti chiedo di guardarmi come hai fatto e sai ancora fare, ti chiedo di parlarmi e fare ordine in questo scempio di vita che abbiamo creato insieme e non creato, a darne nuovamente un senso e un filo logico e ti chiedo, umilmente, di farmi ancora le iniezioni di poesia che tu sai fare.

Ad un amico.

L’unica cosa che so è che mi manchi.

Non fraintendere, non mi mancano i tuoi sorriso, o le tue mani, o i tuoi occhi, a quelli non ci ho davvero mai fatto molto caso.  Mi manca il tuo esserci. La certezza di prendere il telefono e di trovarti lì. Mi manca quell’amico che capiva tutto, con il quale non avevo bisogno di nascondermi, di pesare le parole.

La regola vuole che ognuno di noi abbia almeno un difetto, tu sei l’eccezione. Non c’è una cosa -una- nel tuo carattere,  che possa darmi fastidio. La tua intelligenza brillante spesso mi lascia basita, ed il tuo modo di parlare, scrivere, pensare mi fa ricredere sul genere umano, mi stimola a comporre, a sognare, a trovare una forza che non ho mai creduto di avere. Tu mi fai sentire meno sola.

Ci sono giorni, come questi, in cui mi sento un’aliena. Sento di provenire da un altro pianeta, perchè forse provengo da un altro pianeta. Non mi incastro bene da nessuna parte e con nessuna persona.

Tu mi hai fatto un po’ di compagnia, per qualche tempo.  Sembravi parlare la mia stessa lingua.

Ma la perfezione delle forme viene sempre intaccata dalla mostruosità delle situazioni. Sempre.

Ergo: te ne vai.

E non sono nemmeno in grado di dirti di restare, di convincerti, perchè restare sarebbe per te una sofferenza. E sarei solo una stupida egoista se pensassi di impedirti di andare via.

In fondo, mi dico, ho vissuto da esiliata fino a qualche mese fa, non dovrebbe essere così difficile tornare indietro.

Ma mi farebbe piacere poterti dire che mi manchi. Non per rendere più difficile la tua partenza, ma mi manchi e mi mancherai. E devo dirti grazie per questi mesi, trascorsi fra le risate e il consolarsi.

Ho una gamba rotta, e tu sei stato la mia stampella. Anche senza te, riuscirò a camminare, stanne certo, ma con te era tutto un po’ più facile.

Anna

Seconda

Non lo capisci che quando non sei nel mio mondo mi sento persa? Persa come una bambina a New York. Immagina tutta quella gente che le passa accanto, impegnata e cieca, e ti cerca, disperatamente e non ti trova. Mi viene da piangere.

Ed io vivo invisibile in un mondo pieno di persone che non riescono a darmi una mano perchè l’unica stupida mano che voglio è la tua. Solo la tua. Voglio quelle dita perfette e lunghe e voglio intrecciarle alle mie piccole e fredde.

Ma un piccolo fantasma non merita ciò. Tu, splendido ma dall’anima ormai sporca, naufrago che forse preferisce la balia delle onde. O più semplicemente, naufrago che preferisce una Costa Crociere a una misera zattera.

Ed io intreccio di legna, galleggio in questo mare calmo e cupo e piatto. Monotono. Perchè tu ne racchiudi i colori.

Noi siamo come il tempo, non torniamo indietro. Un continuo inseguirsi di lacrime e decessi e resurrezioni e sguardi e silenzi e parole. E amore e odio. Come il cuore non sia ancora esploso non me lo spiego.

Lo so che a 17 anni non si dovrebbero fare discorsi seri, bisognerebbe pensare solo a divertirsi, a passare il tempo, a studiare – magari – il futuro dovrebbe solo essere un obiettivo circondato da una fitta nebbia, qualcosa di indefinito, qualcosa a cui non pensare. E invece per colpa tua io ci penso. Penso che il mio futuro sia solo lo scorrere del tempo, se non lo posso condividere con te. Penso a ‘FAMIGLIA’ e davanti mi scorrono delle immagini che non mi appartengono: un abito bianco, una bella casa, magari un gatto o un cane se preferisci, magari un figlio. Lo immagino con i tuoi capelli, magari le mie labbra, e i tuoi occhi.

E poi ci riprovo, ad immaginare un futuro senza di te, e non vedo niente. Buio. E il mio presente è costituito da quella stessa oscurità. Tu non ci sei, dunque niente c’è. Tutta la bellezza di questo mondo è racchiusa nei tuoi occhi, nelle tue parole, ciò che ti scorre nelle vene è bellezza. Magia. Splendore. E tu nemmeno te ne accorgi. E tu lo lasci morire, atrofizzare, implodere in te e disintegrarsi. Io la salverei quella bellezza, se mi lasciassi avvicinare. Io ti salverei. E salverei me stessa.

Inconsapevole

woman_eye_hi_jpg19
 
Ed io sto qui…fissandoti.
Inconsapevolmente tu sei la fonte di ogni mio disturbo mentale.
Ogni mia lacrima, ogni mio sorriso è sempre e comunque per causa tua.
Anche quando non dici nulla, anche se nemmeno mi guardi, il solo fatto che tu esisti cambia il mio mondo.
Il fatto che cammini, ti muovi e ti sposti poi… rende tutto più difficile.
 Per poi non parlare del fatto che frequentiamo gli stessi posti non potrei evitarti. E non so se lo vorrei davvero.
Come puoi tu, persona tanto insignificante, essere stato l’unico a penetrare così a fondo nel mio cuore?
I tuoi occhi…è come se vedessero tutto di me, nel profondo, nell’anima
cose che nemmeno sapevo di avere tu riesci a tirarmele fuori solo con uno sguardo.
E continui a cambiarmi le giornate.
 Con un solo semplice gesto puoi far diventare la giornata più triste della mia vita nella più bella. E viceversa.
Vorrei poter fare anch’io quell’effetto su una persona…inconsapevolmente…come fai tu.